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Sato

A Milano, in via Lazzaro Palazzi, si afferma un nuovo classico della cucina giapponese. L’interior design ideato da Nick Maltese e Fede Pagetti di Nick Maltese Studio accompagna esperienze gustative straordinarie creando una scena intima e meditativa a contrasto con la caotica dinamicità commerciale della zona. Per un classico della cucina giapponese che se ne va, il leggendario Endo il primo ristorante nipponico a sbarcare a Milano nel 1968, eccone un altro che apre, in via Lazzaro Palazzi 6, l’arteria milanese vocata alla gastronomia etnica. Si chiama Sushi Sato Experience ed è davvero già un classico. Con i suoi sapori nitidi, in purezza, con i suoi sceltissimi ingredienti, è una finestra impareggiabile e squisita sulla cultura culinaria, e non solo, del Sol Levante. A rendere ancor più esaltante l’esperienza gustativa è la scena architettonica intima e rarefatta studiata. Due maestri nel trasferire sul piano decorativo i caratteri dello Zeitgeist contemporaneo giapponese, come testimoniano i molti locali, tutti diversi tra loro, allestiti su questo tema in varie località italiane. L’idea è stata quella di creare un ambiente che contrastasse l’ansiogena dinamicità metropolitana, che si manifesta a pochi passi dal locale, nel formicolante corso Buenos Aires. Si è puntato su una progettazione molto materica e altrettanto essenziale per fomentare un’atmosfera di serenità e naturalezza che desse modo ai commensali di vivere un’esperienza sensoriale unica, fatta di quiete e riflessione, senza stimoli distraenti, concentrata sulla bontà dei piatti”. All’esterno, sulla via, Sato si presenta con grandi vetrine riquadrate di nero che incorniciano la sala come fossero dei tab leaux vivants in perenne trasformazione con gli ospiti attori che mutano di continuo, metafora animata della ruota della vita. Un respiro teatrale in una cortina stradale caoticamente affollata di insegne sgarbate, di negozi di ogni genere e di ristoranti di una moltitudine di nazionalità. Varcata la soglia ci si sente avvolti da un’aura di tutt’altro tipo, intima e preziosa, come sospesa, evocata dai materiali naturali, dalla semplicità delle forme, dalla discrezione soffusa dell’illuminazione. Protagonisti degli interni sono il legno di ciliegio con i suoi toni caldi, dorato-rossastri, i rivestimenti murari in argilla naturale – un’eccellente proposta Novacolor che sottolinea i criteri di sostenibilità con cui è stato redatto il progetto–, e gli innovativi moduli luminosi molto “Japanese style” realizzati con tessuto di Dresswall che richiama la carta di riso in uso nelle case nipponiche e diffonde la luce in maniera uniforme, quasi setosa. Il centro della scena è presidiato da un bancone statuario eseguito in marmo con inserti specchianti alla base: è la materica introduzione allo spazio nel quale avviene la preparazione a vista di sushi, sashimi, nigiri e altro an cora, con la presenza della teppanyaki, una piastra rovente per la cottura al momento di funghi, verdure, gamberi e frutti di mare, carni e germogli di soia. Un perfetto mix di funzionalità ed estetica. Alle sue spalle, conclude questo palcoscenico gastronomico un setto in legno di ciliegio esteso fino al soffitto a creare una scenografia che guida lo sguardo verso l’alto. Verso il soffitto cui superficie, lavorata come una corteccia naturale, diventa a sua volta una scultura animata da grandi cerchi luminosi: una riuscita espressione di un’estetica neonaturalistica. Come fuori dal tempo. Anche l’arredamento, molto ritmato, contribuisce a conferire al ristorante un’aura ordinata e rilassante. Le sedute con schienale arcuato, avvolgente sono in legno habillé con cotone grezzo, i tavoli, disegnati ad hoc dallo studio, hanno il top di marmo e di essenze chiare in piena coerenza stilistica con il global concept del locale. I materiali e colori sfumati, la presenza di elementi naturali, l’orientamento degli arredi invitano a un’esperienza allineata ai princìpi del Feng Shui, per i quali ogni dettaglio è una sorta di consiglio a vivere lentamente per assaporare appieno il momento.


Milan


The Challenge

MERGE DIVERSE CULTURAL INFLUENCES INTO A COHERENT AND VISUALLY STUNNING DESIGN.

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Sato 2

The Research

EXPLORE STYLES, REFERENCES, AND TRADITIONS TO INFORM THE VISION.

Sato 3

The Solution

INTEGRATE THEATRICAL ELEMENTS, MATERIALS,
AND INNOVATIVE CONCEPTS TO CREATE A UNIQUE EXPERIENCE.



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